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Valle de la Luna: paesaggio, cosa vedere e consigli per visitarla

Il Valle de la Luna è uno dei paesaggi più caratteristici di San Pedro de Atacama, modellato nel corso di milioni di anni dall’azione della tettonica e dell’erosione. In questa guida trovi la storia e la geologia del luogo, i principali punti di interesse e tutte le informazioni utili per organizzare la visita, con qualche consiglio personale per viverla al meglio.

Il Valle de la Luna: storia e paesaggio

Origine del nome e storia

Il nome Valle de la Luna non è casuale. Basta osservare il paesaggio per capire da dove nasce il paragone: le superfici chiare e spoglie, le forme irregolari e l’assenza quasi totale di vegetazione fanno pensare alla superficie della Luna, creando un ambiente che sembra quasi appartenere a un altro mondo. È un’immagine così caratteristica che il luogo è diventato uno dei simboli più riconoscibili di San Pedro de Atacama.
Il nome viene tradizionalmente attribuito al gesuita belga Gustavo Le Paige, che negli anni Sessanta studiò a lungo il territorio di San Pedro de Atacama e contribuì a far conoscere le caratteristiche naturali e archeologiche della zona.

Prima di diventare una delle principali attrazioni turistiche di San Pedro de Atacama, questa zona aveva però una funzione molto diversa. La strada che attraversa oggi il Valle de la Luna faceva parte dell’antico collegamento con Calama, oggi sostituito dalla viabilità moderna.
Per le comunità locali, inoltre, l’area era conosciuta come Las Salinas, in riferimento alla presenza di grandi quantità di sale, che favorirono lo sviluppo di piccole attività minerarie per la sua estrazione. Di queste attività restano ancora alcune tracce lungo il percorso.

Il Valle de la Luna è stato dichiarato Santuario de la Naturaleza nel 1982, riconoscendo il valore del suo patrimonio naturale e geologico. Dal 2002 la gestione del parco è affidata, insieme a CONAF, all’Asociación Indígena Valle de la Luna, formata da diverse comunità atacameñe di San Pedro de Atacama.

Sulla mappa è indicato l’ingresso al parco del Valle de la Luna.

Formazione e trasformazione del paesaggio

Il Valle de la Luna si trova all’interno della Cordillera de la Sal, una catena montuosa costituita principalmente da rocce sedimentarie e depositi evaporitici ricchi di sale. La sua storia è legata a quella del bacino del Salar de Atacama: oltre 20 milioni di anni fa, i sedimenti accumulati nell’antico bacino sono stati progressivamente deformati, compressi e sollevati dall’attività tettonica, dando origine a questa catena che oggi delimita il margine occidentale del Salar de Atacama.

I sedimenti che si sono accumulati e continuano ad accumularsi nella parte più bassa del bacino del salar provengono in gran parte dalle vicine Cordillera de los Andes e Cordillera de Domeyko. I depositi evaporitici derivano invece principalmente dall’evaporazione dell’acqua che alimenta il salar: i minerali dissolti dalle rocce vulcaniche circostanti vengono trasportati in soluzione e successivamente precipitano e si accumulano nel bacino a causa dell’intensa evaporazione.
I principali tipi di rocce e minerali che si possono quindi osservare nel Valle de la Luna sono arenarie, siltiti, argilliti e conglomerati, con intercalazioni e accumuli di gesso, halite (salgemma), anidrite e altri minerali evaporitici.

Crosta di sale e argilla nel Valle de la Luna

Una volta esposte in superficie, queste rocce hanno iniziato a essere modellate e alterate dagli agenti atmosferici. In un ambiente estremamente arido come quello dell’Atacama, l’acqua è presente solo in modo episodico, ma può avere un’azione erosiva molto intensa durante gli eventi di precipitazione. Il vento, invece, contribuisce continuamente alla rimozione e al trasporto delle particelle più fini, mentre le forti variazioni di temperatura tra il giorno e la notte favoriscono la meteorizzazione fisica, ovvero la disgregazione delle rocce, attraverso ripetuti cicli di dilatazione e contrazione.
Anche la diversa composizione delle rocce ha avuto un ruolo fondamentale. I materiali più facilmente alterabili ed erodibili vengono progressivamente rimossi, mentre quelli più resistenti rimangono in rilievo: è il fenomeno dell’erosione differenziale, responsabile di molte delle grotte e delle forme caratteristiche della Cordillera de la Sal e del Valle de la Luna.
Inoltre, l’ossidazione dei minerali contenenti ferro contribuisce alle tonalità rossastre presenti in molte zone della Cordillera de la Sal, aggiungendo ulteriori variazioni cromatiche a un paesaggio dominato da bianchi, grigi, beige e ocra.

Calanchi della Cordillera de la Sal, forme erosive che assumono un caratteristico profilo triangolare, con strette incisioni e creste affilate, modellate dall’azione dell’acqua su terreni facilmente erodibili.

Il paesaggio che vediamo oggi è quindi il risultato di una storia iniziata milioni di anni fa e ancora in continua evoluzione.

→ Se vuoi approfondire il contesto geologico e la formazione del deserto e del Salar de Atacama, leggi l’articolo dedicato.

Cosa vedere

Il Valle de la Luna è caratterizzato da diversi punti di interesse, ognuno con caratteristiche geomorfologiche e geologiche differenti. Nella mappa qui sotto sono indicati i principali punti del percorso, che vedremo nel dettaglio uno per uno.

Mappa del Valle de la Luna con i principali punti di interesse. Il percorso in giallo è percorribile in auto e in bicicletta, mentre quelli in blu sono accessibili esclusivamente a piedi.

Gran Duna o Duna Mayor

La Duna Mayor si trova di fronte alla zona che in origine era denominata Cráter Central o Valle de la Luna, una grande depressione ben riconoscibile osservando l’area dall’alto.

Le dune, in generale, sono forme del paesaggio create dall’accumulo di sedimenti trasportati dal vento. Perché si formi una duna sono quindi necessari sedimenti disponibili e un’azione eolica in grado di trasportarli e accumularli.
Nel caso della Duna Mayor, i sedimenti provengono prevalentemente dalla degradazione della Cordillera de Domeyko, motivo per cui la sabbia presenta una tonalità scura, mentre l’accumulo dei sedimenti in questa zona è stato favorito dalla stessa morfologia della Cordillera de la Sal, che ne ha ostacolato il trasporto eolico.

Una particolarità affascinante è che osservando il profilo di una duna si può dedurre la direzione del vento. Le dune hanno infatti un profilo asimmetrico: il lato esposto al vento (fianco di sopravvento) presenta generalmente un pendio più dolce lungo il quale la sabbia risale; raggiunta la cresta, i granelli precipitano sul lato opposto (fianco di sottovento), che risulta più ripido. Nel caso della Duna Mayor, tuttavia, il profilo non permette di dedurre in modo immediato la direzione del vento dominante, poiché la duna è piuttosto simmetrica e risente di regimi eolici multidirezionali. Integrando però l’osservazione con il contesto morfologico del bacino, si può ricostruire una componente prevalente dei venti da destra verso sinistra nella foto: il bacino aperto verso nord-est favorisce infatti il trasporto dei sedimenti verso sud-ovest, dove incontrano lo sbarramento della Cordillera de la Sal.

Profilo della Duna Mayor osservato da uno dei suoi punti panoramici

Oggi non è più consentito camminare sulla cresta o scalare la duna per proteggerne la fragile struttura, ma è possibile raggiungere due punti panoramici a piedi lungo un sentiero ben tracciato sulla roccia solida antistante. Il percorso completo è di circa 1 km e richiede circa 25 minuti di camminata incluse le soste.

Mirador Achaches

Il Mirador Achaches si trova sul lato opposto rispetto alla Duna Mayor e si raggiunge attraverso un sentiero che parte poco dopo quest’ultima. Il percorso sale lungo una cresta della Cordillera de la Sal, offrendo una prospettiva diversa sulle formazioni che caratterizzano il Valle de la Luna.

Dall’alto si gode di una vista ampia sulla valle, sulle dune e sulle formazioni geologiche, mentre in lontananza si apre la vista verso la catena vulcanica delle Ande. Da questo punto è inoltre possibile osservare il settore denominato Cornisas, una zona caratterizzata da creste e pieghe formate da rocce che costituiscono la cosiddetta Formazione San Pedro, la più antica formazione geologica della Cordillera de la Sal. Formatasi durante l’Oligocene (tra 34 e 23 milioni di anni fa) è costituita principalmente da rocce sedimentarie, tra cui arenarie e lutiti, associate a depositi evaporitici, e presenta evidenti pieghe dovute alla deformazione tettonica.

Il sentiero è più impegnativo rispetto a quello della Duna Mayor e presenta una salita su terreno roccioso e sabbioso. Il percorso è di circa 3 km complessivi e richiede poco più di 1 ora di camminata, a seconda del ritmo e delle soste.

La Duna Mayor vista dal Mirador Achaches

Anfiteatro

L’Anfiteatro è una delle formazioni più caratteristiche del Valle de la Luna. Si tratta di un’imponente parete di roccia che raggiunge circa 40 metri di altezza. La sua struttura curva e stratificata ricorda quella di un anfiteatro romano, da cui deriva il nome.

Dal punto di vista geologico, l’Anfiteatro appartiene alla Formazione Vilama, formatasi più di 9 milioni di anni fa e costituita principalmente da rocce detritiche a grana fine. A differenza della Formazione San Pedro, questa formazione contiene anche cenere proveniente dall’attività vulcanica delle Ande e presenta strati generalmente più orizzontali e meno deformati.

Non è possibile salire su questa formazione rocciosa, ma è possibile osservarla lungo il percorso principale del Valle de la Luna.

Mina Victoria

Nel Valle de la Luna, l’estrazione del sale ha dato origine a diverse piccole miniere, attive soprattutto a partire dagli anni Sessanta e di proprietà di diverse famiglie di San Pedro de Atacama. Tra queste si trovava la Mina Victoria, di proprietà di don Gabino Aguilar, che le diede questo nome in onore di sua moglie Victoria Vilca.

L’estrazione avveniva scavando gallerie nella roccia, e la miniera era costituita da diversi tunnel che si sviluppavano nel sottosuolo. Oggi le gallerie non sono accessibili ai visitatori, ma con un percorso di circa 1 km è possibile osservare alcune delle aree esterne interessate dall’attività estrattiva e i resti delle antiche strutture minerarie, testimonianza di questo passato recente sviluppatosi in questo settore della Cordillera, denominato anticamente Las Salinas.

La parte scavata è particolarmente interessante anche dal punto di vista geologico: fermandosi ad ascoltare, è possibile sentire il caratteristico scricchiolio delle rocce, provocato dal termoclastismo, cioè la disgregazione della roccia causata dalle forti variazioni di temperatura tra il giorno e la notte.

Las Tres Marías

Las Tres Marías sono tre formazioni rocciose dalla forma particolare, e il loro nome deriva dalla somiglianza con la sagoma di tre donne inginocchiate in preghiera. Queste rocce sono un esempio di erosione differenziale: i minerali più facilmente solubili, come halite e gesso, sono stati progressivamente dissolti e rimossi dall’azione dell’acqua, mentre i materiali più resistenti sono rimasti in rilievo, dando origine alle forme che osserviamo oggi.

Nel 2006 una delle tre formazioni è stata parzialmente distrutta, per cui oggi ne rimangono visibili soltanto due. Il settore era originariamente conosciuto dagli abitanti di San Pedro de Atacama come Los Vigilantes e veniva utilizzato dalle comunità atacameñe per realizzare i pagos a la tierra, cerimonie tradizionali di offerta alla terra.

Il Mirador de Ckari

Il Mirador de Ckari offre una delle viste più ampie sul Valle de la Luna e sulla cuenca del Salar de Atacama. Da questo punto è possibile osservare la Cordillera de la Sal e, oltre il bacino, le altre catene montuose che lo circondano, tra cui la Cordillera de Domeyko a Ovest, il Cordón de Lila a Sud e la Cordillera delle Ande a Est.

Il nome Ckari deriva dalla quebrada che si trova ai piedi del mirador e che dà il nome a questo luogo. La zona è oggi conosciuta anche come Piedra del Coyote, nome legato alla caratteristica forma della roccia su cui si trova il punto panoramico.

Come visitare il Valle de la Luna

Il Valle de la Luna può essere visitato in autonomia, in bicicletta o in auto, oppure partecipando a un’escursione organizzata con un’agenzia. Non è invece possibile visitarlo a piedi.

In bicicletta

Visitare il Valle de la Luna in bicicletta richiede tempo ed energia. Dal centro di San Pedro de Atacama all’ingresso del parco sono circa 12 km, mentre il percorso principale all’interno del parco è di circa 18 km complessivi, considerando andata e ritorno.

La difficoltà maggiore è che il percorso si sviluppa interamente su strada sterrata e sabbiosa, con alcuni tratti più impegnativi, come la salita prima della Duna Mayor, dove potrebbe essere necessario scendere dalla bici e proseguire a piedi. Bisogna inoltre considerare il sole intenso, il caldo e l’aria molto secca, che rendono lo sforzo fisico più impegnativo. Per raggiungere il Mirador de Ckari è inoltre necessario percorrere un tratto di strada condiviso con le auto, prevalentemente in salita.
La visita in bicicletta è quindi consigliata a chi è già abbastanza allenato, in modo da poter affrontare il percorso senza che la fatica finisca per compromettere l’esperienza.

L’ingresso in bicicletta inoltre è consentito soltanto nelle prime ore della giornata, dall’apertura del parco, che cambia a seconda della stagione, fino alle 11:00. Il limite è legato alla durata della visita: per percorrere tutto il parco con le relative soste sono necessarie circa 5-7 ore, e per alcune attrazioni l’ultimo accesso consentito è intorno alle 16:00. È quindi consigliabile entrare il prima possibile.

In auto

L’auto permette di visitare il parco con maggiore libertà negli orari e di fermarsi nei diversi punti di interesse secondo i propri tempi. Per percorrere l’intero itinerario e visitare le principali attrazioni sono necessarie circa 4 ore, a seconda della durata delle soste.

Con un’agenzia

Le escursioni organizzate condivise si svolgono generalmente nel pomeriggio e durano circa 4 ore. Il percorso prevede la visita dei principali punti di interesse del Valle de la Luna e comprende una sosta al Mirador de Ckari per assistere al tramonto, seguita da un cocktail prima del rientro a San Pedro. Il Mirador Achaches invece normalmente non è incluso nelle escursioni condivise, perché il percorso per raggiungerlo richiede troppo tempo rispetto alla durata complessiva della visita.

Ingresso

L’ingresso al parco è a pagamento e il biglietto può essere acquistato online oppure direttamente all’ingresso, dove è disponibile un totem per il pagamento con carta. Non sono accettati contanti.
Le tariffe sono uguali per tutti i visitatori, indipendentemente dalla nazionalità. I bambini sotto gli 11 anni entrano gratuitamente, mentre per i visitatori dagli 11 ai 17 anni e per gli over 60 è prevista una tariffa ridotta di 5.400 CLP. Tra i 18 e i 60 anni il costo del biglietto è di 10.800 CLP.

Gli orari di apertura e le condizioni di accesso possono cambiare in base alla stagione o a eventuali condizioni particolari. Prima della visita è quindi consigliabile consultare il sito ufficiale del Valle de la Luna, dove sono disponibili le informazioni aggiornate su orari, tariffe e modalità di accesso.

Il Mirador de Ckari ha un accesso separato rispetto al percorso principale del Valle de la Luna. Per raggiungerlo è comunque necessario essere entrati prima dall’ingresso principale del parco: soltanto dopo sarà possibile proseguire verso il mirador.

Nota: Al momento il Mirador de Ckari è chiuso al pubblico in seguito ai danni provocati da un sisma. La riapertura è prevista, ma prima della visita è consigliabile verificare le condizioni di accesso.

Quando andare e come prepararsi

Il Valle de la Luna può essere visitato durante tutto l’anno. In estate, soprattutto tra dicembre e febbraio, il caldo può essere molto intenso e rendere particolarmente faticosi i percorsi a piedi, soprattutto nei tratti in salita. In inverno le temperature durante il giorno sono generalmente più miti.

Durante tutto l’anno è comunque importante tenere conto delle condizioni meteorologiche: pioggia, vento forte e attività elettrica intensa possono comportare la chiusura del parco. La pioggia e l’attività elettrica sono più probabili durante l’estate, mentre il vento tende a essere più frequente in inverno. Prima della visita è quindi sempre consigliabile controllare le previsioni meteorologiche e verificare sul sito ufficiale del parco eventuali comunicazioni sull’accesso.

In ogni stagione è comunque importante proteggersi dal sole con cappello, occhiali da sole e crema solare, poiché nel parco non ci sono zone d’ombra. È inoltre consigliabile indossare scarpe chiuse e comode, adatte a camminare: la sabbia può diventare molto calda, quindi anche in estate è meglio evitare i sandali. Infine, è fondamentale avere con sé acqua a sufficienza, perché dopo l’ingresso non ci sono punti di ristoro dove acquistare bevande. Considerando le forti escursioni termiche tipiche del deserto, è inoltre consigliabile portare con sé un maglione o una felpa, soprattutto se si visita il parco nel pomeriggio per assistere al tramonto.

I miei consigli

Nonostante si trovi alla stessa altitudine di San Pedro de Atacama e quindi non presenti particolari difficoltà legate all’altitudine, il Valle de la Luna non è un’escursione da sottovalutare. Il caldo e il sole possono essere molto intensi, soprattutto durante l’estate. Non ci sono zone d’ombra lungo il percorso e, anche quando la temperatura dell’aria non sembra particolarmente elevata, il sole diretto e l’aria secca possono rendere la visita più faticosa di quanto ci si aspetti. È quindi importante essere preparati e tenere conto delle condizioni della giornata.

Per questo motivo, personalmente non sceglierei la bicicletta per visitare il Valle de la Luna. Tra i chilometri da percorrere, il fondo sabbioso e le salite, il rischio è di arrivare alla fine della visita più stanchi che soddisfatti. Se vuoi esplorare i dintorni di San Pedro in bicicletta, preferirei dedicare questa esperienza al Valle de la Muerte, più vicino e più piccolo da esplorare.

Per visitare il Valle de la Luna sceglierei quindi l’auto o un’escursione organizzata. Se preferisci visitarlo in autonomia e vuoi trovare meno persone, è meglio andare al mattino, quando la maggior parte delle agenzie non è ancora arrivata. Personalmente, però, sceglierei il pomeriggio, perché la luce del tardo pomeriggio valorizza particolarmente il paesaggio e permette di concludere la visita proprio con il tramonto.

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