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I Geysers del Tatio: cosa vedere e come organizzare la visita

Scopri i Geyser del Tatio, uno dei più estesi e più elevati campi geotermici del mondo: la sua geologia, l’origine delle acque e del calore e le diverse manifestazioni che caratterizzano questo ambiente estremo. Una guida pratica con informazioni su ingresso, modalità di visita, altitudine, clima e consigli per organizzare l’escursione da San Pedro de Atacama.

Geysers del Tatio: dove si trovano e cosa li rende particolari

A circa 90 km da San Pedro de Atacama, nella Cordillera de los Andes, si trova uno dei paesaggi più spettacolari del deserto di Atacama: il campo geotermico dei Geysers del Tatio. Situato a circa 4.300 metri di altitudine, si trova in un ampio altopiano circondato da vulcani e rappresenta uno dei campi geotermici più estesi ed elevati del mondo. Con oltre 200 manifestazioni attive tra geyser, fumarole, sorgenti termali e pozze di fango bollente, si estende per circa 30 km2, risultando quindi il terzo campo geotermico al mondo per dimensione, dopo Yellowstone, negli Stati Uniti, e Kronotski, in Russia.

Il nome Tatio deriva dal kunza, la lingua tradizionalmente parlata dal popolo atacameño. Deriverebbe dall’espressione Tata-iu, generalmente tradotta come “il nonno che piange” (Tata, nonno, e iu, piangere). Il significato del nome è stato associato a diversi elementi del paesaggio: all’acqua e al vapore che emergono dal terreno, emettendo suoni e sibili come il pianto di una persona; ai corsi d’acqua che scendono verso il campo geotermico e confluiscono in quelli che vengono definiti gli “occhi del nonno”; e alla particolare conformazione di una delle formazioni vulcaniche circostanti, che ricorda la figura di un uomo disteso. Queste interpretazioni si inseriscono anche in una più ampia concezione andina, nella quale la terra (Pachamama) e le montagne o i vulcani non sono considerati elementi inanimati, ma veri e propri antenati e protettori. Le sorgenti d’acqua e i geyser sono quindi interpretati come canali attraverso cui la terra esprime le proprie emozioni.

Tra le montagne che circondano il campo geotermico del Tatio si può riconoscere la sagoma di una persona distesa.

A rendere il Tatio particolarmente interessante non è però soltanto la sua estensione, ma anche la quantità e varietà di manifestazioni geotermiche che si possono osservare e la presenza di microrganismi estremofili, capaci di vivere in condizioni ambientali estreme. A questa altitudine anche il comportamento dell’acqua presenta una particolarità: a causa della minore pressione atmosferica, il suo punto di ebollizione è di circa 86–87 °C, anziché 100 °C come al livello del mare. Un dettaglio che aiuta a capire le condizioni estreme in cui si sviluppa questo ambiente.

Il paesaggio del Tatio

Struttura e geologia del campo geotermico

Il campo geotermico del Tatio non è un’area uniforme, ma è organizzato in tre principali bacini: Upper, Middle e Lower Basin, che presentano caratteristiche e manifestazioni differenti. L’Upper Basin, o bacino superiore, ha l’estensione maggiore e concentra la maggior parte dei geyser e delle sorgenti eruttive. È caratterizzato inoltre da ampie superfici ricoperte da sinter siliceo, un deposito minerale poroso composto principalmente da silice amorfa, che si forma sulla superficie terrestre in seguito alla rapida precipitazione della silice contenuta nelle acque termali calde. Il Middle Basin, o bacino intermedio, è invece una zona più pianeggiante, con numerose pozze e manifestazioni di tipo fontana, mentre il Lower Basin, o bacino inferiore, si sviluppa lungo il Río Salado, dove alcune sorgenti emergono direttamente all’interno o ai margini del corso d’acqua. Nonostante l’estensione totale delle manifestazioni sia di circa 30 km2, la maggior parte di esse si concentra in un’area di 10 km2.

Mappa del campo geotermico del Tatio, con la linea nera tratteggiata che delimita l’intera area geotermica suddivisa nei tre bacini principali: Upper Basin, Middle Basin e Lower Basin. Le strade percorribili in auto sono indicate in giallo, mentre i sentieri da percorrere a piedi sono rappresentati con linee rosse tratteggiate. Sono inoltre evidenziati il Río Salado e i principali punti di accesso e servizi, come indicato nella legenda.

Dal punto di vista geologico, il campo si trova all’interno di una struttura tettonica depressa, o graben, delimitata da faglie e fratture che favoriscono la circolazione dei fluidi in profondità. Le rocce affioranti sono principalmente di origine vulcanica e comprendono ignimbriti, lave e depositi vulcanoclastici, con una presenza importante di rocce ricche in silice. La struttura delle rocce e delle fratture controlla quindi i percorsi attraverso cui l’acqua calda e il vapore possono risalire verso la superficie.

Come per ogni sistema geotermico, affinché si sviluppino geyser e altre manifestazioni idrotermali devono essere presenti contemporaneamente acqua sotterranea, una sorgente di calore e un sistema di fratture, cavità e condotti che permetta all’acqua di circolare e, in determinate condizioni, di accumulare pressione. Quando il sistema sotterraneo consente l’accumulo e il rilascio periodico della pressione si possono formare i geyser; quando invece l’acqua calda raggiunge più liberamente la superficie si sviluppano sorgenti termali e altre manifestazioni.

→ Per capire meglio come si formano i geyser, trovi un approfondimento nella guida alla geologia del deserto di Atacama, con una spiegazione visiva del processo.

Da dove provengono acqua e calore

L’acqua che alimenta il sistema sotterraneo proviene principalmente dalle precipitazioni e dallo scioglimento della neve sulle montagne dell’Altiplano, a est e sud-est del campo geotermico, dove le quote superano i 5.000 metri.

Vari studi scientifici hanno permesso di ricostruirne l’origine e di seguire il lungo percorso che l’acqua compie nel sottosuolo prima di riemergere in superficie. L’acqua penetra attraverso le fratture delle rocce e raggiunge profondità elevate, dove viene riscaldata dal calore associato all’attività magmatica della regione. Il sistema che riscalda le acque del Tatio è relazionato al Complesso Vulcanico Altiplano-Puna (APVC) della Zona Vulcanica Centrale delle Ande, un’area celebre per aver prodotto alcune delle eruzioni esplosive più colossali della storia della Terra, e in particolare alle caldere di Pastos Grandes e Cerro Guacha. Il sistema comprende almeno due acquiferi geotermici, situati a profondità differenti: quello più profondo, a oltre 600 metri, può raggiungere temperature di circa 260–270 °C, mentre quello più superficiale, a circa 200–250 metri di profondità, presenta temperature intorno ai 160–170 °C.

Durante la sua permanenza nel sottosuolo, l’acqua interagisce con le rocce vulcaniche e si arricchisce di elementi e minerali, tra cui il silicio. Alcuni studi indicano che una parte dell’acqua può rimanere nel sistema sotterraneo per oltre 60 anni prima di raggiungere nuovamente la superficie. Una volta risalita attraverso fratture e zone permeabili, l’acqua alimenta le diverse manifestazioni idrotermali del campo e, attraverso il sistema superficiale, raggiunge infine i corsi d’acqua e i sistemi di drenaggio locali, tra cui il Río Salado.

Tipo di manifestazioni e caratteristiche principali

Il Tatio presenta una grande varietà di manifestazioni idrotermali, che rappresentano modi diversi attraverso cui i fluidi del sistema geotermico raggiungono la superficie:

  • Geyser: sono sorgenti termali che eruttano periodicamente acqua e vapore attraverso un sistema di condotti sotterranei. L’eruzione avviene quando la pressione e la temperatura all’interno del sistema raggiungono condizioni tali da provocare l’espulsione improvvisa dell’acqua. In media, i geysers del Tatio non superano il metro di altezza, a differenza di quelli di Yellowstone che, per esempio, possono arrivare a più di 50 m. Il geyser più alto del Tatio raggiunge i 5 m.
  • Sorgenti eruttive: manifestazioni in cui l’acqua viene espulsa o spruzzata in superficie, ma senza necessariamente presentare il comportamento periodico e il sistema di condotti caratteristico di un vero geyser.
  • Perpetual spouters: sorgenti che producono continuamente o quasi continuamente getti e spruzzi d’acqua, senza il tipico ciclo di eruzione e pausa dei geyser.
  • Fumarole: aperture attraverso cui fuoriescono principalmente vapore e gas provenienti dal sistema geotermico, con poca o nessuna acqua liquida.
  • Sorgenti termali e pozze calde: zone in cui l’acqua calda raggiunge la superficie e si accumula senza produrre vere e proprie eruzioni.
  • Pozze di fango: depressioni in cui acqua, gas e materiale fine producono una miscela fangosa, spesso caratterizzata da un’attività di ebollizione e da continui piccoli movimenti della superficie.
  • Coni, bordi e terrazze di sinter: strutture minerali costruite nel tempo dalla deposizione della silice contenuta nelle acque geotermiche. Quando l’acqua calda raggiunge la superficie e si raffredda, la silice precipita e si deposita attorno alle sorgenti, formando progressivamente bordi, coni e ampie terrazze. Un dato interessante è che il Tatio presenta uno dei tassi di precipitazione della silice più elevati conosciuti al mondo. Questi depositi, oltre ad essere ricchi di silice, presentano anche altri minerali come gesso, halite e carbonato di calcio. La formazione e la morfologia di queste strutture sono inoltre influenzate dall’interazione tra i fluidi geotermici e i microrganismi presenti nell’ambiente: la forma dei coni, in particolare, può variare in funzione della temperatura, del flusso dell’acqua e dell’attività microbica.

Ed è proprio qui che il Tatio diventa particolarmente interessante anche dal punto di vista biologico. A oltre 4.000 metri di quota, in un ambiente caratterizzato da aridità estrema, forte radiazione ultravioletta, venti, bassa pressione atmosferica, forti escursioni termiche e acque molto calde e mineralizzate, riescono a vivere microrganismi adattati a condizioni che per la maggior parte degli organismi sarebbero proibitive. Queste comunità comprendono diversi tipi di microrganismi estremofili e costituiscono uno degli aspetti più studiati del Tatio, anche perché ambienti di questo tipo vengono utilizzati come analoghi terrestri per comprendere possibili forme di vita in ambienti estremi della Terra primordiale e di Marte.

Come visitare i Geysers del Tatio

Ingresso e orari

Il campo geotermico dei Geysers del Tatio si trova all’interno di un’area protetta e l’accesso è regolamentato. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 16:00 e l’ingresso è a pagamento, con un costo di 15.000 CLP per tutti i visitatori a partire dagli 8 anni. Chi visita il campo in autonomia può acquistare il biglietto direttamente all’ingresso del parco, pagando con carta.

A causa delle particolari condizioni ambientali del Tatio, tra cui l’elevata altitudine, le basse temperature e la presenza di vapori geotermici e solforosi, non è consentito l’accesso ai bambini di età inferiore agli 8 anni e alle donne in gravidanza. La visita è inoltre sconsigliata alle persone di età superiore ai 70 anni e a quelle con problemi cardiovascolari o ipertensione.

Modalità di visita

I Geyser del Tatio possono essere visitati sia in autonomia con un’auto, sia partecipando a un tour organizzato da San Pedro de Atacama. Il tragitto da San Pedro richiede generalmente 1,5-2 ore, a seconda delle condizioni della strada, durante le quali si affronta un dislivello di circa 2.000 m.

La visita del campo geotermico con i tour organizzati dura circa un’ora e mezza, dopodiché il tour prosegue con alcune soste lungo il percorso di ritorno. Tra queste ci sono il Río Putana, dove è possibile osservare la flora e la fauna dell’Altiplano, la laguna di Machuca e il pueblo di Machuca, un piccolo villaggio dove è possibile assaggiare alcune specialità locali, tra cui gli spiedini di lama e le empanadas di formaggio di capra. È possibile pagare con carta, ma consiglio di avere comunque un po’ di contanti. Generalmente il rientro a San Pedro è previsto intorno alle 11:30.

Il Río Putana, lungo il percorso, con alcune vicuñas pascolando.

Chi sceglie di visitare il Tatio in autonomia deve considerare, oltre alle 1,5–2 ore di viaggio per tratta, almeno un’ora e mezza per la visita del campo. Il tempo complessivo dipenderà poi dalle eventuali soste lungo il percorso e dal tempo che si desidera dedicare alle diverse aree visitabili.

All’interno del campo geotermico è necessario seguire i percorsi autorizzati e rispettare le indicazioni di sicurezza. Le pozze e le sorgenti possono infatti raggiungere temperature molto elevate e avvicinarsi alle manifestazioni al di fuori delle aree consentite può essere pericoloso. In passato si sono verificati incidenti anche mortali. I servizi igienici sono disponibili all’ingresso e nella zona principale del campo, dove si trova anche un’antica piscina di acqua termale, attualmente non abilitata all’uso.

Perché si visitano all’alba?

I tour per i Geyser del Tatio partono generalmente nel cuore della notte, intorno alle 4:30-5, così da raggiungere il campo nelle prime ore del mattino, poco prima dell’alba. Il motivo non è che i geyser siano attivi soltanto a quell’ora: le osservazioni scientifiche hanno infatti documentato attività geotermica durante l’intera giornata.

La particolarità delle prime ore del mattino riguarda soprattutto la visibilità delle colonne di vapore. A causa delle temperature molto basse dell’aria, l’acqua calda e il vapore provenienti dalle manifestazioni geotermiche condensano più rapidamente, creando le grandi colonne bianche che caratterizzano il paesaggio del Tatio. Con il riscaldamento dell’aria durante la mattinata, questo effetto diminuisce progressivamente e il vapore diventa meno evidente.

L’alba offre inoltre condizioni di luce particolarmente suggestive, rendendo questo momento della giornata quello più caratteristico per visitare il campo geotermico.

Quando andare e come prepararsi

I Geyser del Tatio possono essere visitati durante tutto l’anno, ma è importante prepararsi alle condizioni climatiche dell’alta montagna. A circa 4.300 metri di altitudine, infatti, le temperature sono basse anche nei mesi estivi: quando si arriva al campo nelle prime ore del mattino si aggirano generalmente intorno agli 0 °C. Durante l’inverno possono invece scendere fino a -15/-20 °C all’alba.

In inverno, inoltre, le nevicate possono portare alla chiusura temporanea del parco quando le condizioni della strada non consentono di raggiungerlo in sicurezza. La neve non è però un fenomeno esclusivamente invernale: durante l’estate, quando le precipitazioni aumentano, a queste quote può nevicare.

Per questo è importante vestirsi a strati, indossando abbigliamento caldo, guanti e cappello, con la possibilità di togliersi quello che non è più necessario durante il viaggio di ritorno, quando le temperature aumentano. Sono inoltre indispensabili acqua, occhiali da sole e protezione solare, perché a questa altitudine la radiazione UV è particolarmente intensa.

L’altitudine richiede qualche accorgimento anche per ridurre il rischio di mal di puna. La sera prima è consigliabile evitare l’alcol e consumare una cena leggera, evitando cibi particolarmente pesanti, come carne rossa o fritti. Anche la colazione può essere problematica per alcune persone: dato che il viaggio parte molto presto e il percorso raggiunge rapidamente i 4.300 metri, mangiare prima della partenza può favorire nausea e malessere. Per questo, nei tour organizzati, la colazione viene generalmente servita dopo la visita al campo geotermico.

All’interno del parco non è consentito mangiare, quindi se pensi di aver bisogno di qualcosa durante la mattina puoi portare con te uno snack da consumare nell’area del parcheggio all’arrivo, prima di iniziare la visita. Chi viaggia in autonomia può invece organizzarsi più liberamente e fare colazione una volta arrivato.

Per chi vuole adottare ulteriori precauzioni contro il mal di puna, a San Pedro si trovano facilmente foglie di coca, infusi e bevande a base di coca o chachacoma, tradizionalmente utilizzati dalle popolazioni andine per affrontare l’altitudine. In ogni caso, è importante mantenersi ben idratati e ascoltare le proprie condizioni fisiche. All’ingresso del parco è presente anche un’infermeria in caso di necessità.

Infine, all’interno del parco non è consentito fumare né utilizzare droni. È quindi bene tenerne conto prima di iniziare la visita.

I miei consigli

Personalmente, considerando la distanza e l’elevata altitudine, consiglio di scegliere un tour organizzato. La strada presenta inoltre numerose curve e, durante l’inverno, possono verificarsi condizioni di ghiaccio, rendendo la guida più impegnativa.

Se invece scegli di raggiungere il Tatio con un mezzo proprio e vuoi evitare le ore di maggiore affluenza, puoi arrivare dopo le 9:00, quando la maggior parte dei tour ha già iniziato il viaggio di ritorno. In questo caso il campo sarà molto più tranquillo, ma tieni presente che con il passare delle ore le colonne di vapore diventano progressivamente meno visibili, quindi l’effetto scenografico sarà diverso da quello delle prime ore del mattino.

Un’altra domanda che mi viene fatta spesso è se valga la pena visitare il Tatio anche quando si è già visto o si vedrà il campo geotermico Sol de Mañana in Bolivia. La mia risposta è sì: nonostante entrambi siano campi geotermici d’alta quota, le due esperienze sono abbastanza diverse da non risultare semplicemente una ripetizione. Il Tatio è particolarmente interessante per la grande concentrazione e varietà delle sue manifestazioni, mentre a Sol de Mañana il numero delle manifestazioni è sensibilmente minore.

Infine, non sottovalutare l’altitudine e il possibile mal di puna. Personalmente non ne ho mai sofferto, ma molte persone possono avvertire mal di testa, nausea e vomito durante la visita. È quindi importante arrivare ben acclimatati: se arrivi dal livello del mare o da zone a bassa quota, è preferibile trascorrere almeno 3 giorni a San Pedro de Atacama prima di visitare il Tatio, mentre i tempi possono essere diversi per chi arriva già da zone d’alta quota. È inoltre importante seguire le indicazioni riportate in questa guida, soprattutto per quanto riguarda alimentazione, idratazione e riposo.

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